Virginia Raggi merita una critica severa. Non per avere detto no alle olimpiadi, ma per avere aspettato così tanto per farlo. Comunque la si pensi nel merito del tema, un dato su tutti si impone. Ha stravinto le elezioni doppiando il suo avversario al ballottaggio all’insegna, sulle Olimpiadi, di una posizione chiara e netta mai messa in discussione fino al voto del 19 giugno: di Roma 2024 non si parla nemmeno.

Solo tradendo una volontà elettorale così forte e univoca il sindaco avrebbe potuto fare cosa diversa. Infatti a nostro avviso è risultata inopportuna, sbagliata e perfino sgradevole quella certa melina che lei ha dato l’impressione di alimentare, rinviando il momento dell’annuncio.

Lei oggi dice che non ha mai avuto dubbi, né la tentazione di cambiare idea? Bene, meglio così.

Dall’altro fronte suona veramente strana, assurda, patetica e prepotente la protesta, per una decisione doverosa e obbligata, condita con accuse la cui forza è pari a quella degli interessi speculativi privati che sistematicamente si muovono in queste occasioni e che questa volta faranno flop.

“Non permetteremo che lo sport venga usato come pretesto per nuove colate di cemento”, ha detto Virginia Raggi. “Non abbiamo mai cambiato cambiato idea, non ipotechiamo il futuro di Roma. Con queste Olimpiadi ci chiedono di fare altri debiti per i romani: noi non ce la sentiamo. I soldi che si spendono sono dei romani, non ce lo dimentichiamo. Per questo diciamo no alle Olimpiadi del mattone, dei gusci vuoti. Non lo vogliamo”.

Per motivare il No alle Olimpiadi ha parlato di alcuni precedenti: “Torino 2006, con le piste completamente abbandonate, i Mondiali di nuoto del 2009 con piscine abbandonate e costruite con muri obliqui e una serie di opere che vediamo a Roma che ci fanno ricordare le promesse e quando si riesce a realizzarle”. La Raggi ha poi aggiunto: “Stiamo ancora pagando i debiti delle Olimpiadi del 1960. Queste Olimpiadi non sono sostenibili, porteranno solo altri debiti”. E poi ancora: “Noi siamo propositivi, abbiamo un progetto ambizioso, vogliamo restituire servizi alla città, il 70 per cento romani ha già detto no a queste Olimpiadi durante il ballottaggio delle elezioni amministrative”.