Ma cosa produce tanta stupidità?

Difficile trovare risposte dinanzi allo spettacolo penoso e imbarazzante che alcuni italiani hanno offerto lunedì scorso sugli spalti dello stadio che ha ospitato l’incontro di calcio Israele-Italia. Nella difficile spiegazione di questo fenomeno puntiamo dritti verso la pista della stupidità che appare la più vicina al vero. Diversamente occorrerebbe chiedersi quale coscienza culturale, civica e politica e soprattutto quale grado di conoscenza delle cose possa produrre gesti di questo tipo. Che di semplice stupidità si tratti lo conferma ulteriormente la circostanza che questi idioti abbiano scelto Israele per inscenarla. Se qualcuno, seriamente e in buona fede, volesse coltivare posizioni di indulgenza verso alcuni aspetti del fascismo, non sceglierebbe  certamente questa modalità, né, tanto meno, questo luogo.

Ecco l’episodio così come ricostruito dall’Ansa.

Ancora un rigurgito fascista macchia lo sport. Ancora un braccio destro teso. Durante la partita Israele-Italia di ieri al ‘Sammy Ofer’ di Haifa. Alcuni ‘tifosi’ italiani hanno fatto “sfoggio di saluti romani” durante l’esecuzione degli inni nazionali. Una vergogna. Subito dopo “essere stati individuati, sono stati fermati e allontanati” dagli steward dello stadio. Lo riporta il Moked, il portale dell’ebraismo italiano che mostra anche una foto del fatto. Sul web gira anche un video relativo.
Secondo il consolato italiano in Israele – che cita fonti della sicurezza e della polizia israeliana – ad essere allontanati sono stati due tifosi italiani, ma non per i saluti romani durante gli inni, bensì “per intemperanze” nel corso della partita. Secondo lo stesso consolato non ci sono stati arresti da parte della polizia.

Il braccio destro teso. Un gesto ancora più grave per il contesto – in Israele, durante un evento sportivo – e che potrebbe persino costare delle sanzioni alla federazione se la Fifa decidesse di aprire un’inchiesta. In passato, per casi analoghi nelle coppe europee, l’Uefa ha fatto scattare pene che potevano arrivare anche alla squalifica del campo.