Appena proponiamo come ospite un nostro giovane rappresentante, sui 30-40 anni, alla Rai cancellano l’invito. È capitato anche a me, più volte. Vogliono rappresentare il fronte del No come quello degli anziani o dei politici della prima Repubblica: e invece noi siamo un comitato civico, con tanti giovani, e tante donne”.

La denuncia è di Anna Falcone, avvocato, cosentina ma operante a Roma,   impegnata in prima linea sui temi politici della partecipazione democratica, della cittadinanza attiva, dei diritti sociali, della condizione dei più deboli.

In un’intervista a Il Fatto quotidiano Anna Falcone ha circostanziato la sua denuncia, fornendo svariati elementi univoci e concordanti che impediscono di liquidare la questione come un episodio frutto di casualità.

Peraltro è sotto gli occhi di tutti il comportamento complessivo della Rai nettamente schierata per il si in termini di preponderanza degli spazi concessi ai suoi sostenitori ed inoltre impegnata in una serie di tecniche manipolative funzionali al sostegno di una posizione di parte, quella che vota si al referendum.

In questa logica si inquadra la denuncia di Anna Falcone.

Il problema è che sono latitanti le autorità di garanzie e nessuno interviene per ripristinare un minimo di correttezza e condizioni di parità.

Assistiamo pertanto al paradosso per cui tutti i sondaggi confermano che tra i giovani il no è nettamente prevalente, mentre la Rai esclude con cura ogni presenza giovanile schierata per il no in quanto tale elemento della realtà ostacolerebbe la falsa rappresentazione di un si voluto da innovatori e di un no rispondente agli interessi della vecchia casta spodestata da Renzi.