L’autore: Angelo di Natale

Sono nato a Modica 55 anni fa. Dopo gli studi classici nel Liceo “Tommaso Campailla” di Modica e quelli in giurisprudenza nell’Università di Catania, ho abbracciato la professione giornalistica dando compimento e continuità alle esperienze vissute, ancora studente liceale, nelle prime emittenti radio-tv, a Modica e Ragusa, nate dopo la sentenza della Corte Costituzionale che nel 1975 liberalizzò l’etere in ambito locale.

Da quegli esordi sono trascorsi 39 anni, un periodo di lavoro giornalistico mai interrotto e comprensivo di tre fasi.

La prima, dal 1976 al 1994, dedicata prevalentemente all’emittenza locale (Radio San Giorgio Modica, Rcr Ragusa, Teleiblea Ragusa, Rtm Modica, Radio Video Mediterraneo Modica che ho diretto dal 1984 al 1988), alla stampa periodica locale (Il Domani Ibleo) e alle corrispondenze da Modica con i quotidiani (Il Giornale di Sicilia). La seconda, dal 1984 al 1996, vissuta nella carta stampata quotidiana e nelle agenzie di stampa (Gazzetta del Sud, caposervizio redazione di Ragusa; Ansa). La terza, dal 1997 al 2013, nuovamente nel settore radio tv, in Rai, Servizio pubblico dell’informazione, con una parentesi di poco meno di due anni, 2003-2004, alla guida di una rete privata All news diffusa nel Triveneto, e ancora nell’Ansa.

Da redattore della Tgr-Sicilia, ho curato, soprattutto fino al 2010, per le testate nazionali della Rai (Tg1, Tg2, Tg3 e varie rubriche speciali), innumerevoli servizi, anche d’approfondimento, sia su grandi fatti di cronaca che su fenomeni sociali e temi culturali di grande rilevanza nel territorio.

Alcuni principi inderogabili hanno sempre ispirato il mio impegno: rigore etico nel puntuale rispetto e nella tenace ricerca della verità dei fatti; giornalismo d’inchiesta come strumento di denuncia, senza reticente né timidezze verso i potenti, dei mali della società e di difesa dei diritti delle persone, tanto più se appartenenti ai gruppi sociali più deboli; disponibilità incondizionata a servire esclusivamente il diritto dei cittadini ad essere informati e a dare voce a tutti nel libero confronto delle opinioni, ma sempre nel prioritario rispetto della verità e nella confutazione critica di ogni posizione di parte; indipendenza assoluta da ogni forma di condizionamento, commistione o conflitto di interessi rispetto alla limpidezza di una missione professionale che è anche civile, culturale, sociale, politica nel senso autentico della polis e della tutela prioritaria degli interessi generali della comunità che solo un’informazione improntata a tali valori promuove e rende possibile.

Innumerevoli le attestazioni professionali.

Nel 1993 sono stato vincitore del Premio nazionale Cronista (Concorso patrocinato da Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza della Camera dei Deputati, Presidenza del Senato, Presidenza della Corte Costituzionale), nella sezione carta stampata, per un’inchiesta giornalistica sulla corruzione nella pubblica amministrazione, pubblicata dal quotidiano Gazzetta del Sud, con la quale avevo scoperto e ricostruito una “tangentopoli” determinando un procedimento giudiziario a carico di pubblici amministratori, burocrati e imprenditori. Per tale riconoscimento, consegnatomi dal presidente della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola, sono stato ricevuto dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Nel 1994 mi è stato attribuito il Premio Giornalistico Sanità  con un’inchiesta sulla malasanità in Sicilia pubblicata dal quotidiano Gazzetta del Sud.
Nel 1994 inoltre da una mia inchiesta su appalti condizionati da interessi mafiosi sono scaturiti un’operazione della Dda di Catania e un processo che ha accertato un fitto intreccio di affari e palesi violazioni delle norme nell’aggiudicazione di lavori pubblici per centinaia di miliardi di lire.

Nel 2003 e nel 2004, in Veneto, mi sono dedicato esclusivamente al giornalismo d’inchiesta, scoprendo un fitto reticolo di corruzione e di saccheggio delle risorse pubbliche, denunciando l’esistenza di un sistema che teneva unito in un unico filo corruttivo il potere politico, burocratico ed economico-finanziario in un reticolo di intrecci affaristici garantito da parti della magistratura e dalle imprese editoriali più forti.

Sono stato anche collaboratore e autore di rubriche su varie testate tra le quali Cronache parlamentari, I Democratici, Dialogo, Euromediterraneo, “Il Sole 24 Ore”.

In coerenza e in sintonia con l’impegno professionale sempre esercitato all’insegna di valori di servizio alla comunità ho vissuto alcune esperienze elettorali: nel ’94 come candidato indipendente alla Camera dei Deputati, nel collegio di Ragusa, nella lista “I Progressisti”; nel ’96, sempre come candidato indipendente alla Camera dei Deputati, collegio di Ragusa, nella lista L’Ulivo. In entrambi i casi ho conseguito una brillante affermazione personale, con il 33% e il 47% dei voti, un valore sensibilmente più elevato della somma dei risultati dei partiti che mi sostenevano. Nel ’96 fui il candidato con il più alto scarto di voti in proprio favore, (+11%, a fronte di una media dei candidati dell’Ulivo del +3%) tra tutti i 474 collegi uninominali, rispetto ai voti riportati dai rispettivi schieramenti nella quota proporzionale.

Non fui eletto perché in quegli anni la proposta illusionistica e mistificatoria di Forza Italia e dell’intero centrodestra trovava grande seguito, soprattutto in Sicilia, ma fu proprio per questo, per avere avvertito subito il pericolo di quella fase che si stava aprendo che, in via straordinaria rispetto ai canoni del mio normale impegno professionale, accettai di candidarmi, testimoniando direttamente la necessità che in momenti come quello, tutti i cittadini onesti e aventi a cuore l’interesse generale di una comunità, devono impegnarsi. Io lo feci – oggi, finalmente, è la stragrande maggioranza a dirlo – dalla parte giusta, ma a vincere fu l’altra. Quella in cui erano schierati, alla facile caccia di posti e di carriere dorate, tanti alcuni dei quali ancora oggi, nascondendosi dietro sigle sempre diverse, hanno il coraggio e il pudore di riproporsi.

Sedici anni dopo, nel 2012, sono tornato ad offrire la mia disponibilità, sempre da indipendente, ad una candidatura all’Assemblea regionale siciliana nelle elezioni anticipate a causa dell’incriminazione per mafia del presidente Lombardo, eletto nel 2008 a capo di una coalizione di centrodestra e dal 2010 rimasto in carica grazie al sostegno decisivo del Pd. Mi sono candidato nella lista Fed-Sel-Verdi per Claudio Fava presidente e sono risultato, unico indipendente, il più votato della lista la quale nella circoscrizione di Ragusa ha avuto il risultato più alto dell’intera Sicilia. La lista però non ha potuto eleggere alcun proprio rappresentante non avendo superato lo sbarramento del 5% in ambito regionale.

Consapevole del grave degrado della politica, della patologica inefficienza della pubblica amministrazione, dell’elevata corruzione nella gestione della cosa pubblica e dell’eccezionale gravità dei problemi sociali, ho cercato di proseguire il mio impegno suscitando il massimo protagonismo civico dal basso e la più ampia partecipazione democratica ad un radicale processo di cambiamento, contro vecchi steccati di appartenenza ideologica e in nome del comune sentire in ordine al lucido e inflessibile perseguimento del bene comune.

Nel frattempo, tornato dopo l’ultima parantesi elettorale al mio lavoro professionale in Rai, ho dovuto battermi contro il malaffare anche all’interno dell’azienda finanziata con il canone dai cittadini, presentando denunce precise e circostanziate contro la pubblicità occulta nei telegiornali e l’inquinamento di interessi privati, spesso illeciti, nel Servizio pubblico dell’informazione. Risultato? Ad essere punito sono stato io con una pesante e prolungata azione di mobbing a scopo intimidatorio e ritorsivo. Ma poiché neanche sette provvedimenti disciplinari avevano fermato la mia azione contro dirigenti infedeli e collusi, la Rai mi ha licenziato.

Avevo sempre detto di essere e di sentirmi cittadino prima che “dipendente”.

Convinto di avere fatto la cosa giusta, orgoglioso quindi per il trattamento che per ritorsione ho subito, ancora più determinato di prima, sono qui con la coscienza, la dignità e la libertà di Cittadino che nessuno potrà mai piegare.